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Firenze S. Maria Novella
Cenni storici
La prima stazione di Firenze, “Leopolda”, fu costruita nel 1844 su disegno di Robert Stephenson, figlio dell’inventore della ferrovia, e fu una delle prime stazioni d’Italia, posta fuori dalle mura cittadine. Quattro anni più tardi fu realizzata la seconda stazione, “Maria Antonia”, entro le mura della città, un’innovazione importante per la concezione dell’epoca. La “Maria Antonia” fu distrutta per far posto all’attuale stazione che, affacciata sulla chiesa di S. Maria Novella, è un capolavoro del razionalismo e una delle più alte espressioni del movimento moderno dell’architettura italiana.
Raggiunto l’accordo tra il Comune e le Ferrovie dello Stato per mantenere la stazione di Firenze entro le mura, nel 1932 fu bandito il concorso nazionale per il nuovo fabbricato viaggiatori, vinto dal Gruppo Toscano guidato dall’architetto Giovanni Michelucci e composto da Baroni, Berardi, Gamberini, Guarnieri, Lusanna. La stazione fu inaugurata nel 1935: un grande atrio coperto da una superficie in vetro e acciaio e una galleria di testa che anticipa, nelle sue funzioni, quella poi realizzata a Roma, sono le sue principali caratteristiche. I rivestimenti esterni riprendono i materiali e i colori della città, mentre all’interno troviamo opere di valore come le sculture di Italo Griselli e le pitture di Ottone Rosai e Mario Romoli.
La situazione attuale
• il piano sotterraneo, occupato da depositi, servizi commerciali e locali impiantistici;
• il piano terra, sede dei binari, che ospita attività commerciali e di ristorazione, uffici FS e servizi ai passeggeri;
• il piano ammezzato occupato da un ristorante, un’agenzia bancaria e una farmacia;
• i piani superiori, sedi di uffici di varia natura, magazzini e alloggi.
