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Roma Termini
Guardando oltre le cifre, Roma Termini ha assunto un ruolo di primissimo piano nel sistema di trasporto cittadino, regionale, nazionale e internazionale. Partendo dalla considerazione della stazione come luogo di passaggio privilegiato, risorsa fondamentale per la città e universo in continua espansione, ha preso forma il progetto Grandi Stazioni di trasformare le 13 più importanti stazioni italiane in ambienti confortevoli e sicuri, con la duplice veste di hub multi trasporti e piazze urbane ricche di servizi e opportunità commerciali.
Il rinnovo della stazione Termini ha dimostrato la validità di questa idea, attraverso un investimento di circa 119 milioni di euro e lavori a ritmi serrati conclusi in occasione del Giubileo del 2000. La stazione si trova in piazza dei Cinquecento, tra via Marsala e via Giovanni Giolitti, in pieno centro città.
Cenni storici
Progettata da Salvatore Bianchi, edificata tra i campi e le vigne dell'Esquilino nel 1867, alla sua inaugurazione fu definita da Papa Pio IX "la stazione della capitale d’Italia". Per quanto allora fosse sembrata troppo grande rispetto ai bisogni della Capitale dello Stato Pontificio (poco più di 180mila abitanti), già quindici anni dopo si dimostrava insufficiente a gestire il crescente traffico ferroviario.
Nell’immediato dopoguerra il problema si ripropose e l’Ufficio del Servizio Lavori delle Fs prospettò il cambiamento dell’intero complesso di stazione. Nel 1925 fu richiesto all'architetto Angiolo Mazzoni di studiare un nuovo progetto per l'ampliamento del vecchio fabbricato di Salvatore Bianchi. I primi studi prevedevano una stazione sotterranea comprendente due stazioni terminali (una a nord e una a sud) le cui linee, attraversando la città sotto terra, si sarebbero incontrate in corrispondenza di Termini, concepita però come una stazione centrale di transito e anch'essa sotterranea.
Prima di elaborare un progetto definitivo che riscontrasse sia il favore del Duce che quello del Ministro Benni, Mazzoni studiò diverse soluzioni per tentare un'integrazione tra vecchio e nuovo. Le indicazioni a cui non poté sottrarsi, e che in futuro gli costarono suo malgrado le maggiori critiche, prevedevano la creazione di forme classicheggianti, spazi ampi e solenni con archi, volte e un'enorme atrio concepito non come filtro tra stazione e città, bensì come "imponente porta del tempio".
Una curiosa caratteristica del progetto "Mazzoniano" fu l'intento di rappresentare la Nazione con i marmi pregiati: per i rivestimenti delle pareti e dei pavimenti furono scelti preziosi marmi tipici italiani.
La partenza del Mazzoni per la Colombia e l'inizio della seconda guerra mondiale bloccarono i lavori a Termini. Finita la guerra, le ali della nuova stazione erano quasi ultimate e il fabbricato frontale ancora da costruire. Il mutato clima politico suggerì il bisogno di riesaminare il progetto dal punto di vista economico, funzionale e architettonico e nel 1947 fu bandito un concorso nazionale i cui vincitori (il gruppo Montuori Vitellozzi) vennero incaricati di completare l'opera del Mazzoni.
I resti dell'Agger Servianus, adeguatamente valorizzati dal "Dinosauro", raffigurano idealmente la continuità tra l'antica e la moderna arte del costruire.
Conclusi i lavori, la stazione Termini prese la forma che conosciamo oggi e venne inaugurata il 20 dicembre 1950 dall’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
I nuovi servizi
Lo standard qualitativo dei servizi dedicati ai viaggiatori è stato incrementato grazie all’ammodernamento della biglietteria, al potenziamento delle strutture d’informazione, all’introduzione delle biglietterie automatiche, del nuovo deposito bagagli, dei servizi igienici costantemente presidiati.
Le migliaia di tessere di mosaico che rivestono la copertura a “Dinosauro” dell’Atrio biglietteria, risplendono dopo il paziente lavoro di restauro; sotto le linee ondulate dell’Atrio spicca il design moderno della grande libreria della stazione.
Architettura, cultura e arte contemporanea
L’architettura originaria di Roma Termini, un mix di stili in bilico fra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, è stata integrata da interventi in chiave moderna firmati dallo staff di Grandi Stazioni, in collaborazione con designer affermati come Atelier Mendini, Michele De Lucchi, Pierluigi Cerri, Vignelli Associates e Piero Castiglioni.
Molto frequentemente gli splendidi spazi di Roma Termini vengono scelta come location per organizzare concerti, incontri, mostre, appuntamenti letterari e mondani, riprese fotografiche e cinematografiche.
Il 23 dicembre 2006 con una cerimonia ufficiale la Stazione Termini è stata dedicata a Papa Giovanni Paolo II.
La sicurezza
La sicurezza in stazione è stata potenziata con l’impiego delle Forze dell’Ordine supportate da un sistema integrato di rilevatori e telecamere costantemente collegati ad una “Control Room” operativa 24 ore su 24. Inoltre è stato attivato un programma speciale coordinato dalle forze di Pubblica Sicurezza.Grandi Stazioni, in collaborazione con il gruppo di lavoro Security istituito da FS, con la funzione Protezione Aziendale e con gli organi di Pubblica Sicurezza presenti in stazione, ha sperimentato con successo un piano comprendente interventi integrati di sicurezza passiva e attiva .
